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News Dal Giappone -
Politica e Economia
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Scritto da Tommaso "masterplan2k5" Rossi
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Lunedì 15 Febbraio 2010 11:36 |
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Il Giappone si conferma la seconda economia del mondo dopo gli Stati Uniti, staccando la Cina di poco più di 150 miliardi di dollari. L'economia giapponese si è contratta del 5% nel 2009, sulla base dei dati diffusi dall'Ufficio di Gabinetto nipponico: ma nonostante questo ribasso record il Pil del Sol Levante si è attestato al valore nominale di 5.075 miliardi di dollari contro i 4.910 miliardi di Pechino.
Un aiuto non da poco al mantenimento del primato su Pechino è venuto dalla forza dello yen, che si è rivalutato sul dollaro e quindi anche sul renmimbi, la valuta cinese, che viene fatta viaggiare di conserva con il bisglietto verde.
Ma determinante è stato anche il risultato del quarto trimestre del 2009, che ha fatto registrare un aumento del Pil nipponico dell'1,1% sul trimestre precedente e del 4,6% su base annuale, un dato migliore delle stime degli analisti.
Fonte: La Repubblica Read 0 Comments... >> |
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Ultimo aggiornamento Lunedì 15 Febbraio 2010 14:58 |
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News Dal Giappone -
Politica e Economia
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Scritto da Tommaso "masterplan2k5" Rossi
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Mercoledì 10 Febbraio 2010 12:42 |
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Dopo la Toyota costretta a richiamare milioni di vetture per problemi all'acceleratore e all'impianto frenante, problemi anche per la Honda. La seconda casa automobilistica giapponese ha annunciato che richiamerà altri 437.763 veicoli, in gran parte negli Usa e in Canada, per un difetto dell’airbag del posto di guida.
IL COMUNICATO - In un comunicato la Honda ha spiegato che l’airbag potrebbe gonfiarsi con troppa forza, causando il ferimento del guidatore. Saranno richiamati i veicoli prodotti nel 2001 e nel 2002, e in particolare i modelli Accord, Civic, TL, CR-V e Odissey negli Stati Uniti e in Canada; i modelli Pilot e CL solo negli Usa, e i modelli Inspire, Saber e Lagreat in Giappone. Secondo la Honda, tra il novembre 2008 e il luglio 2009 erano state richiamate già 514.355 auto nel mondo per lo stesso problema.In totale, dunque, saranno 952.118 i veicoli richiamati dalla casa giapponese a partire dal 2008. Le autorità americane hanno registrato diversi incidenti provocati da airbag difettosi, di cui uno mortale.
Corriere della Sera Read 0 Comments... >> |
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Ultimo aggiornamento Mercoledì 10 Febbraio 2010 17:17 |
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News Dal Giappone -
Politica e Economia
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Scritto da Tommaso "masterplan2k5" Rossi
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Lunedì 08 Febbraio 2010 11:38 |
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Si allarga caso Toyota che ora ha trascinato giù anche la Borsa di Tokyo, appesantita dai pessimi risultati di Toyota (che ha lasciato sul terreno 3 punti percentuali, sull’onda dei problemi ai freni individuati sulla Prius, il modello ibrido che è stato l’auto più vendita in Giappone negli ultimi otto mesi). L’indice Nikkei ha chiuso perdendo 48,35 punti (lo 0,5 per cento) e si è collocato a 10.355,98 dopo che nel corso della seduta aveva perso oltre l’1,2 per cento.
Nulla è bastato a placare gli animi, né le scuse del presidente, né la campagna stampa di richiami, né la revisionee della stima degli utili.
D’altra parte il problema Toyota si sta estendendo a macchia d’olio e dopo aver travolo il Giappone è arrivato anche in Europa. L’azienda automobilistica nipponica a Toyota ha infatti reso noto che solo per il problema al pedale dell’acceleratore, registrato in alcuni modelli, la casa perderà circa 180 miliardi di yen (2,0 mild dollari) per il richiamo delle autovetture e le mancate vendite nell’anno finanziario in corso, che si conclude a marzo. Ma il costo totale dell’operazione dovrebbe essere di circa 35 miliardi di dollari. Un inferno, insomma.
Che rischia di peggiorare per le durissime prese di posizione degli americani, inferociti per il fatto che la Toyota ha bloccato la produzione: il ministro dei trasporti Ray LaHood ha detto addirittura agli americani in possesso di una Toyota richiamata per problemi al pedale dell’acceleratore di “smettere di guidare l’auto” e recarsi subito da un concessionario per farla riparare. “Non guidatele, portatele da un concessionario Toyota, che hanno un modo di ripararle”, ha detto LaHood in una audizione alla Camera dei Rappresentnati.
Il ministro dei trasporti ha aggiunto, parlando con i giornalisti dopo l’audizione, che prenderà “molto presto” contatto con il presidente della casa automobilistica giapponese Akio Toyoda per parlare dei richiami e dei nuovi poroblemi emersi ai freni della Prius. “Prenderò l’iniziativa di parlare con Toyoda molto presto, per fargli presente di come è grave la situazione e essere sicuro che capisca”, ha detto LaHood: “Sono certo che capisce ma non gli ho mai parlato. Penso che dobbiamo avere una conversazione diretta con lui”. Non solo: il ministro ha confermato anche che il Ministero dei trasporti sta studiando la possibilità di una multa contro la Toyota per il modo con cui ha gestito la questione dei richiami.
E già perché oltre al pedale dell’acceleratore che ha generato 8 milioni di richiami, ora ci sono anche i problemi ai freni spuntati alla Prius, l’auto ibrida più venduta al mondo. E la situazione rischia di essere pesantissima: Toyota, a differenza di Japan Airlines (Jal) finita negli hangar di una dolorosa bancarotta protetta, è la spina dorsale del sistema produttivo giapponese, il gruppo più importante per ricavi, capitalizzazione e occupati. Non un’azienda normale, ma qualcosa che (da sola!) vale il 10% del Pil nipponico.
E la crisi Toyota preoccupa anche i suoi concorrenti: il numero uno della rivale Mitsubishi, Masao Ohmichi, ha ammesso candidamente ammettere che il richiamo di 4,5 milioni d’auto deciso da Toyota per problemi al pedale dell’acceleratore ha tutto il potenziale per danneggiare la reputazione delle altre compagnie del Sol Levante perchè il leader nipponico è noto come leader nei veicoli d’alta qualità.
Come finirà? Crolla davvero il mito giapponese dell’affidabilità?
Fonte: La Repubblica Read 1 Comments... >> |
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Ultimo aggiornamento Lunedì 08 Febbraio 2010 13:01 |
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News Dal Giappone -
Politica e Economia
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Scritto da Tommaso "masterplan2k5" Rossi
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Giovedì 21 Gennaio 2010 12:28 |

Dopo diversi mesi di negoziazioni, la compagnia aerea giapponese Japan Airlines, la più grossa società aerea di tutta l’Asia, ha depositato i bilanci e ha dichiarato bancarotta. Con più di 25 miliardi di dollari di debito, quello della Japan Airlines è il più grosso fallimento nella storia industriale del Giappone dopo la fine della seconda guerra mondiale. “Ora con l’assistenza dello stato, la compagnia cercherà di ricominciare da capo, ma la strada sarà tutta in salita”, afferma il quotidiano giapponese Yomiuri Shimbun.
Malgrado il fallimento, la compagnia continuerà a volare e a onorare i pagamenti con i creditori. “Ma si aspettano tre anni di ristrutturazione, che comporteranno tagli massicci di posti di lavoro e di tratte aeree nazionali e internazionali”, racconta il Japan Times. Il presidente della compagnia Haruka Nishimatsu si è dimesso per far fronte al fallimento, e il governo giapponese ha assicurato il suo sostegno economico alla ristrutturazione che sarà condotta dalla società statale Enterprise Turnaround Initiative Corp. of Japan.
“Saranno stanziati mille miliardi di yen di fondi pubblici per la ristrutturazione che comporterà comunque il taglio del 30 per cento dei posti di lavoro ovvero 15.661 posti e di almeno trentuno rotte aeree. Le previsioni dicono che con questo regime la compagnia dovrebbe tornare a essere in attivo entro il 2011. Ma molti analisti sostengono che questi pronostici siano troppo ottimisti. Se le cose non dovessero andare come previsto, il governo considererà misure più dure tra cui quella di affidare ad altre compagnie le rotte internazionali”, continua lo Yomiuri Shimbun.
“Comunque le responsabilità di questo fallimento sono molteplici. Anche dopo la sua privatizzazione nel novembre del 1987, la compagnia ha inaugurato rotte che non promettevano grandi profitti solo per produrre posti di lavoro, ma questa politica deve cambiare anche per riconquistare l’appoggio dell’opinione pubblica. Anche il governo, infine, deve cambiare atteggiamento verso il traffico aereo. La situazione è cambiata drasticamente con la liberalizzazione del mercato dei trasporti aerei in Giappone e negli Stati Uniti. E il governo deve saper reagire a questi cambiamenti”, conclude ill giornale.
Internazionale Read 0 Comments... >> |
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