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Tutti pazzi per i Matsuri: il Tanabata o “Festa delle stelle innamorate”, estate 2014

Da secoli, l’estate in Giappone regala momenti di grande suggestione con i suoi matsuri, o festivals, che consentono, almeno per un po’, di distrarsi dal caldo e di  passeggiare per le strade avvolti da luci e colori. L’estate è anche la stagione di massima luminosità delle stelle, e soprattutto nei primi giorni del mese di luglio, si nota anche una grande vicinanza tra due stelle, Orihime (Vega) e Hikoboshi (Altair), rispetto a tutti gli altri giorni. Così, ogni 7 luglio ( o 7 agosto, in alcuni posti come Tokyo, a seconda del calendario lunare o gregoriano) si festeggia il Tanabata Matsuri, letteralmente “Festa del settimo giorno”.

Nella tradizione giapponese non si tratta, però, solo di un semplice fenomeno astronomico, non a caso il Tanabata Matsuri, è conosciuto anche con il nome di “Festival delle stelle innamorate”. La spiegazione sarebbe da ricercarsi nella millenaria leggenda, secondo cui, presso l’Ama no Gawa ( Fiume Celeste, la Via Lattea) abitava una fanciulla, Orihime, abilissima tessitrice, orgoglio del padre Tentei, sovrano degli dei, che diede la figlia in moglie a un giovane mandriano, Hikoboshi. I due giovani, innamorati follemente e travolti dalla passione, abbandonarono le loro attività lavorative, e per questo vennero separati per sempre dalla Via Lattea.  Tuttavia, Tentei e le altre divinità, colpiti dal loro dolore, decisero di permettere alla fanciulla e a Hikoboshi di incontrarsi una volta l’anno, a patto che in quell’arco di tempo svolgessero i loro compiti. Da quel momento in poi, dopo un anno di lavoro, i due ogni settimo giorno del settimo mese attraversano la Via Lattea e si incontrano nel cielo stellato.

Le versioni di questa leggenda sono molte, spesso legate all’astronomia, al calendario lunare ed a origini e tradizioni antiche delle popolazioni orientali, la cui usanza, in quest’occasione, è quella di rivolgere preghiere ai due astri. Nel caso del Giappone, infatti,  non solo per celebrare l’incontro tra Orihime e Hikoboshi, ma anche con l’auspicio di realizzare i propri sogni e speranze, si festeggia il Tanabata scrivendo desideri e preghiere su piccoli foglietti di carta, appesi poi ai rami degli alberi o alle canne di bambù. Il giorno successivo, il ramo dell’albero o la canna di bambù vengono lasciati a galla sulle acque di un fiume oppure bruciati.

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Il Tanabata, oggi,  si presenta come una festa popolare in cui le strade delle città si riempiono di gente vestita con il tradizionale yukata, di  vistose e colorate decorazioni, sfilate, parate per l’occasione e cibi tipici. Da 60 anni a questa parte, nel quartiere Asagaya di Tokyo, si tiene il famoso Tanabata matsuri al Pearl Center di Asagaya, una strada di negozi lunga 700 metri, lungo la quale fluttuano originali decorazioni di carta. Dal momento che è possibile ammirare le decorazioni per tutto il giorno, l’ideale sarebbe recarvisi dopo il crepuscolo, quando l’atmosfera si fa più suggestiva e si possono trovare anche le tipiche bancarelle  di cibo e souvenirs vari. Quest’estate il Tanabata Matsuri di Asagaya si terrà dal 6 al 10 agosto. Se capitate da quelle parti, non perdetevelo!

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Shopping da Otaku a Tokyo

Ultimati tutti i preparativi, sbrigate tutte le formalità burocratiche, o con un Dondake Tour o per conto vostro vi apprestate a partire per il viaggio che sognate da una vita: Giappone!!

Non so che tappe farete, ma sicuramente il 99% di voi, chi per un periodo più lungo, chi per un soggiorno più breve visiterà Tokyo.

La grande metropoli capitale del Giappone, saprà incantarvi con le sue luci, la modernità, la sua vita frenetica che non dorme mai, ma passato lo stordimento e l’euforia che per giorni bastava ad appagarvi, adesso sentite un bisogno che vi assale! Questo bisogno sarà quello di comprare tutto quello che vi siete prefissati e di conseguenza spendere tutto quello che nei mesi precedenti al viaggio avete risparmiato con grande sacrificio, in oggetti che in Italia si trovano a prezzi impronibili, o in prodotti introvabili!


Si perchè l’appassionato medio di Giappone ha una doppia faccia: è sicuramente interessato alla cultura, alla tradizione ma una volta arrivato a Tokyo, e ve lo dico per esperienza personale, si trasforma e diventa la perfetta incarnazione dell’Otaku, in senso buono ovviamente.

Sarete allora assaliti da mille dubbi su Carte di Credito, Bancomat ( attenzione da Aprile 2013 il prelievo con carta Cirrus, Maestro presso gli sportelli ATM è disabilitato, portatevi somme di denaro in euro da poter cambiare sul posto. per i pagamenti in carta di credito tutto apposto invece, così come i prelievi con PostePay presso gli uffici postali ed i Konbini della catena Seven Eleven), dove posso prelevare contante e chi più ne ha più ne metta, che avendo sicuramente fatto il conto alla rovescia per raggiungere il Sol Levante vi sarete già chiariti più volte sul suolo italico.

Bene adesso avete tutto chiaro, avete il portafogli gonfio, pronti a strisciare carte di credito, pronti a salire in metropolitana! Ma dove andiamo?

Molti di voi sapranno sicuramente grosso modo dove andare, ma noi di Dondake che siamo buoni e bravi vi diamo qualche consiglio in più :-)!

Partiamo!

Videogiochi ed Elettronica

Se siete come me appassionati di videogiochi, avrete pane per i vostri denti!

Innanzitutto vi dò un consiglio spassionato: a meno che per principio vogliate solo roba nuova, in Giappone comprate solo giochi usati! I giochi nuovi costano dai 6500 agli 8000 Yen(tra 48 e 60 Euro), i giochi usati costano anche meno della metà e sono praticamente nuovi, manca solo il cellophane intorno, i dischi sono privi di rigature, i booklet mai aperti, quindi comprate usato, anche se si tratta di edizioni speciali.

Se volete comprare anche console non c’è problema, buttatevi sempre sull’usato, risparmierete tantissimo, unica consiglio che vi dò è di guardare la tensione supportata: in Giappone usano il 100-110V, questo vuol dire che se alimentate il vostro acquisto con il nostro 220V avrete una costosa piccola esplosione. In caso supporti solo il 110V vi dovrete munire di trasformatore al vostro ritorno. Questo discorso ad esempio non vale per console come Playstation3 che supportano tensioni tra 100 e 230V. Quindi occhio :-)!

Vi consiglio qualche negozio:

Intorno alla stazione JR di Akihabara, appena usciti già troverete negozi di giochi, ma non vi limitate a quelli, ancora avete visto solo l’1% :-)!

Per l’usato potete andare sulla Chuo Dori(strada principale) delle città elettrrica da Trader 1, Trader 2, Trader 3, Sofmap o anche Mandarake di cui parleremo più approfonditamente dopo, o anche Tsutaya nel quartiere di Shibuya. Vicino a questa strada nascosto in un dedalo di strade trovate invece Super Potato, probabilmente il negozio di retrogames più fornito del mondo, davvero eccezionale, ma leggermente più caro rispetto ad altri, consigliatissimo per comprare console usate.

Se volete roba nuova sicuramente Yodobashi Camera, lo trovate in molti quartieri di Tokyo, tra cui Shinjuku, Ueno e Akihabara. Se avete qualche amico giapponese in possesso della Point Card di Yodobashi Camera, portatevelo con voi: ad ogni acquisto, accumulate denaro da spendere e se per esempio comprate una fotocamera, i punti accumulati potrebbero anche consentirvi di prendere un gioco nuovo o qualsiasi altro prodotto in vendita in questa enorme e bellissima catena!

Yodobashi Camera e Bic Camera sono sicuramente i negozi più famosi per comprare elettronica e sono anche convenienti e come già detto li trovate nei prinicpali quartieri di Tokyo. Da sottolineare la bellezza dei loro Jingle (Yodobashi - Bic Camera) , che vi entreranno in testa per sempre! Voi quale preferite??

In Giappone l’elettronica per alcuni prodotti costa meno, e nell’ultimo anno, con la perdita di forza dello Yen sull’Euro il risparmio si è accentuato. Parlando di nuovo Fotocamere compatte e reflex, Dizionari Elettronici e Video Camere sono sicuramente le cose più abbordabili da comprare, occhio però alla garanzia, spesso non è internazionale. Poco convenienti invece i Pc ecc, con prezzi in linea grosso modo con i nostri, fatta eccezione per alcuni modelli.

Parlando di usato, anche qui potete fare grossi affari per le vie della città elettrica, girate, girate, girate potreste trovare prezzi eccezionali!

Comunque non vi preoccupate qualsiasi posto è buono, tendete a salire nei palazzi anche più alti, rispetto a quelli sul piano della strada, troverete negozi impensabili ricchissimi di oggetti speciali.

Ricordatevi che se non trovate qualcosa ad Akihabara vuol dire che non la troverete in nessun altro posto del mondo!

Anime, Manga e Action Figures

Se siete in Giappone, ci siete per un perchè! Il perchè probabilmente è che fin da quando eravate piccoli siete cresciuti a pane, cartoni e fumetti per lo più giapponesi. Non vi preoccupate però, tanto state camminando sulla patria degli Anime e dei Manga!

Non c’è sicuramente bisogno che vi tedi sul fatto che l’animazione e i manga hanno radici culturali diverse rispetto al nostro paese e che quindi non sono un semplice fenomeno di “nicchia” ma di massa. Allora cosa volete comprare?

La catena più gettonata è Mandarake, ne trovate uno a Shibuya dentro il Center Gai ( il centro di Shibuya). Questo è il Mandarake storico, abbastanza ampio, qui potrete trovare anime, manga, action figures, accessori, videogames ecc usati. Ultimamente però il negozio è un po’ scaduto, ma una visita la merita ugualemente!

Poi c’è quello di Akihabara, molto bello ed organizzato essendo suddiviso in piani ognuno con tematiche diverse, questo personalmente è il Mandarake che preferisco.

Poi abbiamo il Mandarake più grande ovvero quello del centro commerciale di Nakano Broadway, dove tra il secondo e il quarto ci sono tutti i vari negozi che compongono il negozio più altri piccoli ma forniti shop per Otaku indipendenti.

Sempre solito consiglio, se potete comprate usato, costa meno ed è praticamente nuovo!

Vi porto un esempio, chi conosce i Soul of Chogokin lo sa: a praticamente metà prezzo troverete dentro la scatola il robot in ottime condizioni completo di tutte le bustine che contengono gli accessori.

Trovate anche Gunpla e Plastick Kit usati, o meglio solo aperti e quindi estremamente scontati!

Insomma volete DVD, Blu Ray, tankoobon, action figures, portachiavi, magliette, strap ecc ecc? Se il vosto portafogli ve lo consente, avrete la possibilità di comprare qualsiasi oggetto dei vostri desideri!

Se avete la possibilità visitate i Jump Shop, ovvero i negozi ufficiali di Shueisha, dove troverete manga, anime, accessori di tutti personaggi della storica casa editrice giapponese. Ne potete trovare uno molto grande nel complesso del Tokyo Dome, nello stesso spazio, se pur quadruplicato in grandezza dove era ospitato il defunto shop di Lupin III, il Lupin Station Tokyo.

Per il nuovo meritano una visita il Radio Hall di Akihabara, Animate, ne trovate molti in tutta Tokyo, e lo store di Kotobukiya ad Akihabara proprio vicino al già citato Super Potato.

Particolare menzione meritano i Gashapon: li trovate praticamente da tutte le parti, nei Konbini, per la strada, in qualsiasi grande negozio, ma il mio consiglio è che se volete tutti i pezzi di una particolare serie, andate da Mandarake con 1000 Yen li comprate tutti e dato che quelli più belli costano anche 300 Yen l’uno, considerando che non sapete mai cosa vi tocca, farne una serie completa può costarvi un po’! E’chiaro il piacere di usare le macchinette dei Gashapon è indiscutibile, ma un occhio alla spesa, massimizza in questo caso la vostra smania di acquisto!

Moda e Oggetti tradizionali

Purtroppo per i vestiti vi posso aiutare un po’ meno e mi limiterò quindi solo ad elencarvi i posti che tutte le volte che vado in Giappone vanno per la maggiore tra le ragazze!

Sicuramente il 109 di Shibuya, chiamato dai giapponesi Ichi-Maru-Kyuu ovvero 1-0-9. Sicuramente anche i maschietti apprezzeranno questo negozio, in quanto è frequentato da tantissime ragazze e le commesse che ci lavorano sono veramente bellissime.

Dopo aver visitato i tantissimi negozi di Shibuya, restando sempre in tema di moda per così dire canonica, non posso che consigliarvi i centri commerciali di Ikebukuro e Omotesando. Visitate Ginza perchè comunque ne vale la pena, ma è piena di grandi boutique di marchi stranieri, soprattutto italiani, che non sono ovviamente molto convenienti da acquistare a Tokyo!

Se invece vi sentite alternative o comunque appartenete ad un particolare stile, il posto per voi è Takeshita Dori ad Harajuku! Se andate di domenica tra l’altro troverete anche molte persone a cui ispirarvi :-)!

Sicuramente in altre città del Giappone troverete più oggetti tradizionali, ma anche a Tokyo ci sarà pane per i vostri denti.

Un buon posto è sicuramente il mercatino di Asakusa, ovvero Nakamise Dori, che potete trovare ai lati della strada che porta al Senso-Ji. Anche le Shotengai, cioè le gallerie che si diramano ai lati della strada principale meritano una visita. Altri ottimi negozi per comprare souvenir tradizionali sono quelli della catena Oriental Bazar che potete trovare ad Omotesando ed in altri quartieri della capitale nipponica.

Insomma dopo questa breve e piccola guida, sicuramente anche troppo sommaria, avrete capito che a Tokyo, come ovviamente in qualsiasi altra città del mondo, non è così difficile trovare spendere i propri averi.

Vi do un consiglio: ovviamente in base alle proprie possibilità, datevi un budget e cercate il più possibile di rispettatelo perchè sennò spenderete veramente una fortuna :-)! Allo stesso però non siate neanche troppo parsimoniosi perchè sfortunamente in Giappone non ci si va proprio tutti giorni!

Alla Prossima! Matane!!!!!!!!

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La Fioritura dei Ciliegi in Giappone

Quando arriva la Primavera, l’intero Giappone, dal Kyushu allo Hokkaido, entra in fermento: uno dei simboli storici sta per rivelarsi. Stiamo parlando dei fiori di Ciliegio, che attirano molte famiglie a gite fuori porta. Infatti in molte persone si mettono in viaggio per prendere ad uno degli eventi più significativi e meravigliosi che la natura giapponese ha da offrire.

Perchè i ciliegi?
Come spesso accade quando si parla di cultura giapponese, tutto comincia in Cina. Durante il periodo Heian (794-1191) infatti vengono importate molte pratiche nobili tra cui quella dell’osservazione dei fiori, da cui prende appunto origine il termine che vedremo più avanti cioè “Hanami”. A onor del vero l’albero da fiore prediletto era quello della prugna, che piano piano nel corso dei secoli è stato sostituito dal ciliegio, in giapponese Sakura.

La varietà più diffusa in Giappone è la Somei Yoshino, un ibrido delle qualità Prunus speciosaPrunus subhirtella, i cui fiori intesamente bianchi manifestano solo marginalmente il classico colore rosa. La varietà trae la sua origine dal villaggio di Somei, l’attuale Toshima, vicino a Tokyo, a metà del diciannovesimo secolo, tra la fine del periodo Edo (antico nome di Tokyo) e l’inizio del periodo Meiji.

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L’albero può raggiungere altezze che vanno da 5 a 12 metri circa, ha dei fiori che si presentano a grappoli di di cinque-sei, misurano circa 3 centimetri di diametro, molto profumati, fioriscono all’inizio della primavera. Come per il ciliegio da frutto, il Somei Yoshino produce dei piccoli frutti, diverse dalle normali ciliiegie a cui noi siamo abituati. Questi frutti infatti sono molto meno gustosi per il palato umano, ma costiuiscono una incredibile fonte di nutrimento per uccelli e mammiferi.

Quando?

Per i più distratti, è importante sottolineare che il Giappone è un’isola molto lunga: si fa dal freddo Hokkaido al nord al più caldo e quasi tropicale Kyushu al sud. Ovviamente le temperature variano molto tra nord e sud e di conseguenza i ciliegi non fioriscono tutti nello stesso momento. Vediamo un po’, quindi, quando inzia la fioritura nelle varie parti del Giappone. La prima data si riferisce alla prima fioritura, mentre il “Periodo migliore” è il lasso di tempo in cui i fiori esprimono la loro maggior bellezza.

 

Previsioni Fioritura 2014 (aggiornata al 28 marzo 2014)

Tokyo: 25 Marzo – Periodo migliore: dal 31 marzo al 9 Aprile

Kyoto: 27  Marzo – Periodo migliore: dal 3 al 12 Aprile

Kanazawa: 3 aprile – Periodo migliore: dal 7 al 12Aprile

Nagoya: 24 Marzo – Periodo migliore: dal 31 marzo al 8 Aprile

Osaka: 27 Marzo – Periodo migliore: dal 3 al 11 Aprile

Nara: 28 marzo – Periodo migliore: dal 3 al 11 Aprile

Hiroshima: 25 Marzo – Periodo migliore: dal 1 al 8 Aprile

Fukuoka: 19 Marzo – Periodo migliore:  dal 25 marzo al 4 Aprile

Kagoshima: 20 Marzo – Periodo migliore: dal 28 marzo al 5 Aprile

Sendai: 10 Aprle - Periodo migliore: dal 15 al 23 Aprile

Sapporo: 3 Maggio - Periodo migliore: dal 5 al 12 Maggio

 

Come guardare i ciliegi in fiore

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Diciamo innanzitutto che non esiste un metodo scientifico: ognuno può ammirare i ciliegi in fiore come meglio crede. E’ tuttavia importante sottolineare che tra i giapponesi esiste una tradizione, che prende il nome di Hanami (花見, letteralmente “vista dei fiori”). Con questa parola si intende il trovarsi sotto i ciliegi per ammirarne la bellezza e la particolarità. Spesso e volentieri si tratta di una vera e propria gita fuori porta, con pic-nic annesso.

Ma dove guardarli? E’ meglio da vicino o da lontano? Come già detto non esiste una tecnica migliore di un’altra, alcune situazioni però aiutano ad esaltare la vostra esperienza personale.

 

Da vicino o da lontano?

L’esperienza cambia radicalmente: da lontano gli alberi sembrano un gruppo di nuvole, mentre è necessario avvicinarsi e concentrarsi su uno o due ciliegi per poter assaporare al pieno la bellezza del singolo fiore.

Esistono luoghi più indicati?

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Esistono ovviamente luoghi migliori: particolarmente indicata è la “visita” ad alberi vicini a castelli, corsi d’acqua, parchi, tempi buddisti e shintoisti. Molti luoghi vengono addirittura presi d’assalto e già alle 8 del mattino trovare un posticino risulta impossibile. La vista notturna, inoltre, esalta ancora di più il bianco dei fiori, rendendo l’esperienza davvero mozzafiato. Se siete fortunati, poi, un lieve venticello porterà ad una vera e propria “pioggia di fiori”, come nelle più classiche immagini dei Manga e degli Anime.

Se avete in mente di visitare un giorno il Giappone, il nostro consiglio è quello di recarvi nel Paese del Sol Levante tra fine Marzo e metà Aprile, ovviamente se i vostri impegni ve lo consentono. In questo periodo infatti il Giappone cambia faccia, si respira un aria magica, soprattutto nelle già splendida Kyoto che si trasforma in una meraviglia della natura da vedere almeno una volta nella vita.

 

 

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San Valentino in Giappone

san valentino giappone

14 Febbraio: la festa degli innamorati. Una festa commerciale, in parte spinta dalle aziende dolciarie del settore che proprio in questi giorni aumentano esponenzialmente il proprio fatturato. Pensatela come volete ma comunque San Valentino rimane un giorno in cui l’amore ed il romanticismo sono assolutamente protagonisti, un giorno in cui l’amore in fondo viene realmente celebrato da milioni di coppie sparse in tutto il mondo.

 

Ma secondo voi anche in Giappone celebreranno San Valentino allo stesso modo? Chi ci segue lo sa,  la risposta ovviamente è no.

Vi propongo pochissime righe per illustrarvi brevemente la storia della festività di San Valentino in Giappone. Tutto cominciò nel 1936 in una ditta dolciaria di Kobe, la Morozoff, fondata da un immigrato russo che cercò di introdurre nel paese  del Sol Levante questa tradizione allo lo scopo di poter vendere qualche cioccolatino in più. Il forte anti-occidentalismo di quegli anni però fece sì che l’iniziativa si risolvesse in un clamoroso fallimento. La Morozoff ci riprovò ancora nel 1952, riscuotendo ancora una volta i medesimi scarsi risultati. La situazione cambiò nel 1958, quando una ditta di cioccolato con base a Tokyo, la Mary’s Chocolate Company , riuscì con successo ad introdurre questa ricorrenza che da allora ha avuto un successo sempre maggiore, in particolar modo tra i giovani.

La peculiarità tutta giapponese, sta nel fatto che mentre nella nostra cultura è principalmente l’uomo a fare il regalo alla donna o entrambi nel caso di una coppia,  in Giappone a San Valentino sono le donne a fare regali.

Sicuramente gli uomini staranno pensando in questo momento quanto sia positiva questa particolarità, sia dal punto di vista del risparmio economico sia per il fatto che almeno per un giorno siano loro ad essere “preda”.

Dicevamo che sono principalmente le donne a fare i regali, ma cosa regalano le donne giapponesi e soprattutto a chi fanno i regali?

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Il discorso è molto semplice: in Giappone si regala cioccolata e i destinatari dei regali non sono soltanto i ragazzi amati (fidanzati, mariti, ragazzi con i quali escono o per i quali provano qualcosa), ma praticamente tutti gli amici e conoscenti di sesso maschile che fanno parte della vita della donna, compresi quindi anche colleghi di lavoro, superiori, amici, fratelli, padre, nonno ecc.

Vi chiederete quindi come un uomo possa capire se quella ragazza è interessata a lui se il regalo alla fine potrebbe essere uguale a quello del padre. I giapponesi, essendo molto pragmatici, hanno risolto il problema “inventando” 2 tipi di cioccolata da poter regalare a San Valentino ovvero la 義理チョコ , Giri Choko (si legge ghiri) e la 本命 チョコ,  Honmei Choko.

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Giri letteralmente significa obbligo, dovere, mentre choko è la parola in “inglese” usato dai giapponesi per cioccolata. La Giri Choko infatti è quella cioccolata regalata per dovere, soprattutto ai colleghi di lavoro ai superiori, ai semplici amici. Una ragazza giapponese a San Valentino regala mediamente circa 25 Giri Choko, che fortunamente per la ragazza costano meno (circa 500 Yen, 4 euro) rispetto alla honmei choko, in quanto le confezioni sono solitamente più piccole e meno rifinite.

 

 

Parliamo adesso della famigerata Honmei Choko: Honmei significa letteralmente vero sentimento.  Avrete quindi capito che la Honmei Choko si regala al ragazzo  al quale si vuole confessare il proprio amore, al fidanzato, al marito o ad amici speciali ed importanti di cui non si è comunque necessariamente innamorati.

altLa Honmei Choko è venduta in forme particolari, soprattutto a forma di cuore, può essere decorata con il nome della persona amata ed è quindi più costosa rispetto alla Giri  e la si può trovare da circa 2000 yen in su (circa 15 €). Per rendere ancora più speciale il dono, le ragazze giapponesi molto spesso hanno l’usanza di fare in casa i propri cioccolatini, sciogliendo la cioccolata e creando quindi con le proprie mani un regalo il più personale possibile.

Abbiamo detto finora che sono principalmente le donne a fare i regali a San Valentino, ma potevano i maschietti scappare dall’obbligo di un regalo alle proprie donne o amiche? La risposta è ovviamente no!

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Il consumismo giapponese ha infatti introdotto un altra festa cioè il White Day, il giorno bianco. Il White Day si “celebra” il 14 Marzo, un mese esatto dopo San Valentino, ed in questa occasione tutti i ragazzi che un mese prima hanno ricevuto cioccolata dalle ragazze sono obbligati a ricambiare il regalo. Il White Day trae il suo nome dall’usanza di confezionare i regali, solitamente cioccolata,caramelle ecc con carta di colore bianco. Negli ultimi anni però i regali ricevuti dalle più che esigenti ragazze giapponesi sono passati dalle semplici caramelle e cioccolata a costosissimi  gioielli o ad altri oggetti di valore da abbinare comunque alla solita cioccolata.

 

Un considerazione puramente ironica nasce spontanea: nonostante il forte maschilismo che si percepisce nella società giapponese, la ragazza obbligata a regalare cioccolata a San Valentino, sempre che le vada bene, si ritrova un mese dopo con un probabile anello. Purtroppo alla fine la donna vince sempre :-)!

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Proverbi giapponesi

Di seguito vi proponiamo una serie di proverbi giapponesi o in giapponese kotowaza. Il proverbio in Giappone, come del resto in tutta l’Asia, ha un concezione molto diversa da quella che abbiamo noi. Nonostante sia in oriente che in occidente, i proverbi siano dei piccoli insegnamenti di vita, in quelli giapponesi è molto più facile imbattersi in massime più “serie” e filosofiche rispetto al carattere scherzoso che soprattutto noi italiani abbiamo nei proverbi.

Mediante i proverbi infatti, si possono cogliere aspetti tradizionali e sfaccettature della società poco evidenti e quindi capire un popolo così complicato e distante come quello giapponese.

Di seguito troverete numerosi proverbi scritti in ideogrammi, con traduzione e spiegazione. 

隠して尻隠さず (atama kakushite shiri kakusazu)= Nascondere la testa ma non il sedere

Significato: Chi cerca di nascondere i propri difetti finisce per metterne in mostra altri
Origine: il Fagiano cercando di nascondersi in un cespuglio ci infila la testa, lasciando così fuori la lunga coda
Varianti:
頭隠して尻尾隠さず (atama kakushite shippo kakusazu) = nascondere la testa ma non la coda
頭隠して尾を出す (atama kakushite shiri wo dasu) = mostrare il sedere nascondendo la testa
雉の隠れ (kiji no kakure) = il nascondersi (HELP! Sostantivo di nascondersi? XD) del fagiano

猿の尻笑い(saru no shiri warai)= la risata del sedere delle scimmie

Significato: Prendere in giro i difetti degli altri senza far caso ai propri
Origine: Le scimmie ridono vedendo il sedere rosso delle altre scimmie senza far caso al fatto che anche il loro è dello stesso colore

息の臭きは主知らず (iki no kusaki wa nushi shirazu)= Non conoscere la puzza del proprio alito

Significato: Non rendersi conto dei propri difetti
Origine: Deriva dal fatto che una persona non può sentire da sola la puzza del proprio alito
Varianti:
我が身の臭さ我知らず (wa ga mi no kusasa ware shirazu) = non conoscere propria puzza

蛇に噛まれて朽ち縄に怖じる (hebi ni mawarete kuchinawa ni ojiru)= essendo stati morsi da un serpente si ha paura anche di una corda marcia

Significato: Avendo avuto una volta una brutta esperienza, si ha paura di riaverla, anche in modo eccessivo diventando codardi
Origine: Dopo esser stati morsi da un serpente, se si vede una corda marcia ci si spaventa pensando sia un serpente.
Curiosità: In dialetto antico di Osaka serpente si diceva 口縄 letto “kuchinawa” scritto con gli ideogrammi di bocca e quello di corda, allo stesso modo viene letta la parola “corda marcia” scritto però in modo diverso 朽ち縄.

猿も木から落ちる (saru mo ki kara ochiru)= anche le scimmie cadano dagli alberi

Significato: Anche alle persone più esperte nel loro campo a volte capita di sbagliare.
Varianti:
弘法にも筆の誤り (koubou ni mo fude no ayamari) = anche ai calligrafi capita di sbagliare a scrivere.

 

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猫に小判 (neko ni koban)= dare koban(1) ai gatti

Significato: Per quanto qualcosa possa essere estremamente prezioso, vista da chi non la sa apprezzare è semplicemente una cosa inutile e senza alcun valore.
Varianti:
豚に真珠 (buta ni shinju) = dare perle ai porci
馬の耳に念仏 (uma no mimi ni nenbutsu) = recitare il nome del Buddha Amida alle orecchie di un cavallo
犬に論語 (inu ni rongu) = recitare i dialoghi di Confucio ad un cane
蛙の面に水 (kaeru no tsura ni mizu) = versare l’acqua sul muso di una rana
Curiosità: I maneki-neko(2) vengono sempre raffigurati con un koban tra le zampe o appeso al collo.

女心と秋の空 (onna gokoro to aki no sora)= il cuore delle donne, il cielo d’autunno

Significato: I sentimenti delle donne cambiano all’improvviso con estrema facilità.
Origine: Deriva dal fatto che come situazioni climatiche cambiano facilmente durante l’autunno, anche i sentimenti delle donne cambiano con altrettanta facilità.
Varianti:
女子の心は猫の目 (onna no kokoro wa neko no me) = i sentimenti delle donne sono come gli occhi di un gatto
(come le pupille di un gatto si dilatano o si restringono velocemente in base alla luce..)

Versione femminile:
男心と秋の空 (otoko gokoro to aki no sora) = i sentimenti degli uomini, cielo d’autunno

 

仏の顔も三度 (hotoke no kao mo sando)= anche il viso del Buddha, 3 volte.
Significato: Anche la persona più misericordiosa, dopo aver ricevuto lo stesso torto più volte non perdona.
Origine:Anche il Buddha, se ogni volta che sbagli fai il lecchino accarezzandogli il viso, ti perdonerà 1, 2 volte, ma alla terza….
Varianti:
兎も七日なぶれば噛みつく (usagi mo nanuka nabureba kamitsuku) = anche un coniglio se stuzzicato per 7 giorni morde

 

愛は小出しにせよ (ai wa kodashi ni se yo)= ama gradualmente

Significato: Perchè funzioni, l’amore deve essere un sentimento che cresce a poco a poco e che dura a lungo

 

親が死んでも食休み (oya ga shindemo jikiyasumi)= anche se muoiono i genitori, il riposo dopo pranzo

Significato: Per quanto uno possa essere occupato è bene che si riposi dopo pranzo
Origine: Anche se ti sono morti i genitori hai bisogno di riposarti dopo pranzo
Varianti:
隣は火事でも先ず一服 (tonari wa kaji demo mazu ippuku) = anche se intorno a te c’è un incendio, riposa dopo pranzo

 

あって地獄なくて極楽 (atte jigoku nakute gokuraku)= possedendo, l’inferno; non possedendo, il paradiso

Significato: Chi non ha niente di prezioso vive in modo più spensierato
Origine: Chi ha dei tesori deve preoccuparsi dei ladri, chi ha dei figli deve preoccuparsi perchè possano crescere in modo corretto. Chi non ha ne tesori ne figli non deve preoccuparsi ne dei ladri ne dell’educazione dei figli.

 

 

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